09 agosto 2012

Windjet - Alitalia: un caso su cui riflettere

Il salvataggio da parte di Alitalia di Windjet, la compagnia aerea low cost siciliana fondata da Antonino Pulvirenti, è sempre più una situazione ingarbugliata e, francamente, abbastanza misteriosa: sembrava che ieri 8 agosto fosse l’ ultimo giorno utile per evitare lo stop a terra da parte dell’ Enac degli aerei della compagnia, poi in serata sono state diffuse voci su un accordo imminente; invece oggi 9 agosto si apprende che  l’Enac ha convocato la compagnia Windjet per verificare che sia ancora in grado di fornire il servizio: insomma, l’ accordo con Alitalia ancora non c’è, Windjet non avrebbe i soldi per continuare a volare, ma dato che nonostante la crisi conclamata degli ultimi mesi sono stati venduti molti biglietti per questo agosto di vacanze, si tira ancora a campare (generando debiti e mettendo così Windjet nella situazione di svendersi a favore di Alitalia, come spiegato più avanti). Da "La Stampa": L'Enac convoca WindJet  "Dovete garantire i voli"



Ma la vicenda del fallimento di Windjet e del suo acquisto da parte di Alitalia mette in mostra come non solo nel nostro paese il settore dei trasporti sia arretrato (quando Alitalia era “pubblica” generava profitti, poi venne privatizzata ed è fallita) ma anche come in Italia i clienti/consumatori non siano tutelati, anzi tutto il contrario: basta vedere le immagini degli aeroporti in cui i passeggeri hanno atteso per ore che il loro volo partisse, oppure che poi lo hanno visto cancellato.
Non si tratta in questo caso di alleviare i disagi per i passeggeri negli aeroporti, ma di rispettare le regole: tutto ciò infatti non sarebbe dovuto accadere, visto che le norme in vigore prevedono che, non avendo più i denari per operare già da un bel po’ la compagnia aerea low cost non avrebbe neanche potuto vendere biglietti.

Pensate un po’: Il 25 gennaio 2012 Alitalia ha dichiarato di volersi fondere con Windjet e Blue Panorama (con quest’ ultima poi è saltato tutto), fusione che diventa concreta il 13 Aprile 2012; poi Il 26 aprile 2012 la Windjet ha disposto la procedura di mobilità per tutti i 504 dipendenti, denunciando perdite economiche pesantissime. Ma poi ci sono voluti altri mesi affinchè l’ Antitrust, attento a che non si creino monopoli nelle rotte aeree per la Sicilia, desse il suo parere favorevole…
E intanto? E intanto Windjet volava… volava… e vola... e vola... e perdeva denaro in continuazione, andando avanti grazie al credito forzoso che dovevano fornirle i fornitori: nella speranza che effettivamente Alitalia poi la acquistasse e sanasse il debito (che cresceva in continuazione) continuavano a fornire beni e servizi per non farla morire del tutto.

In tutto questo marasma, cosa ha fatto l’ ENAC, che in questi giorni tanto sta tuonando e minacciando di fermare gli aerei Windjet? Un bel nulla: invece di far rispettare le norme che prevedono lo stop della vendita dei biglietti per una compagnia aerea senza soldi e non in grado di fornire garanzie sull’ effettività dei voli che organizza, l’ ENAC ha guardato da un’ altra parte!

Si è quindi giunti ai giorni attuali, con i ritardi e le cancellazioni dei voli, con evidenti disagi per i passeggeri che, con il loro regolare biglietto, speravano di partire.

L’ ENAC se ne è fregato dei clienti: certo, forse per salvare con mosse disperate i posti di lavoro, ma appunto violando le norme, mettendo in gravi difficoltà i passeggeri, e anche volendo impedire che altre tratte del nostro mercato aereo finissero in mani straniere (diciamolo: ben più solide…).
Anche il ruolo di Alitalia va considerato come si dovrebbe: non riuscendo a ristabilire un quasi monopolio per via del mancato acquisto di Blue Panorama, ha mantenuto in “coma pilotato” Windjet, così da portarla ad una situazione debitoria che la costringesse ad accettare le garanzie che appunto Alitalia pretendeva, così da farsi assorbire e non sparire nel nulla.

Il risultato attuale è di semplice riassunto: Alitalia acquista a costo quasi nullo una compagnia low cost, così da poter crescere e concorrere con altre compagnie low cost come Ryanair e Easyjet, i posti di lavoro Windjet sono per ora salvi ma tanto Alitalia sta per cancellarne altrettanti dal suo organico, la concorrenza viene tutelata con la cessione degli slot da Fiumicino e Linate per la Sicilia ma uno dei due in realtà non esiste concretamente, non ha voli, ma venne donato ad Alitalia -che ora se ne libera in nome della concorrenza- da Vito Riggio, presidente ENAC.

Quindi? In conclusione diciamo che la questione Windjet-Alitalia presenta parecchi lati oscuri e fastidiosi: per impedire che il libero mercato facesse il suo corso (io non sono favorevole al libero mercato, lo sono altri che poi, quando si tratta di settori o industrie italiane palesemente in fallimento, diventano statalisti) sono stati sfruttati i disagi dei consumatori ed i posti di lavoro come armi di ricatto, alcune mosse sono poco chiare (diciamo così, per non dire che sono palesemente chiare), e il futuro di molti lavoratori è ancora da verificare.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ne uscira' un'altra porcata cpme la cessione Alitalia............ a spese del popolo.

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