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07 luglio 2022

Come Investire in ETF

Tra i prodotti finanziari più interessanti del momento troviamo gli ETF che sono delle forme di risparmio collettivo gestito di tipo passivo, ovvero che replicano in tutto e per tutto l’andamento di una certa materia prima, di un indice o di un mercato.

Cosa si intende per ETF? I vantaggi di questo tipo di fondi di investimento sono diversi in quanto, come avremo modo di vedere più avanti, si possono abbattere senza problemi i costi collegati alla gestione e in più si può avere un andamento identico a quello del mercato che ci interessa. Sono vantaggi molto importanti perché, a parità di condizioni, ci permettono di avere rendimenti superiori rispetto ad altri investimenti bancari proprio in virtù dell’aspetto dei costi più contenuti rispetto ai fondi a gestione attiva.

Gli ETF sono fondi a gestione passiva che tramite la loro composizione riflettono 1:1 l’andamento del valore di una materia prima o di un indice (tecnicamente si parla di benchmark).

Non ci sono gestori che puntano su titoli che si ritengono più convenienti, come avviene nel caso dei fondi comuni a gestione attiva, ma la replica perfetta di quello che avviene in senso generale su un determinato mercato.

Questa loro particolare configurazione ha reso gli ETF strumenti molto interessanti sia per chi li gestisce che per chi li compra:

  • non è necessario avere analisti e strumenti di analisi avanzata, perché il fondo è a gestione passiva e dunque si deve occupare soltanto di mantenere le proporzioni di titoli che possono riprodurre l’andamento dell’indice stesso;
  • non è necessario, per chi compra questo strumento, gestire il patrimonio, perché se ne occuperanno appunto i sistemi che automatizzano la composizione del portafoglio.

Ad oggi si possono trovare sul mercato italiano diversi tipi di ETF, che legano il proprio andamento a:

  • indici – possono essere indici borsistici, ma anche indici di altro tipo, sempre però su mercati regolamentati
  • materie prime energetiche – come nel caso di gas naturale e petrolio;
  • materie prime non energetiche – metalli preziosi e metalli industriali, terre rare, altri tipi di materia prima ad uso industriale.

Tramite ETF si può dunque accedere ad un enorme numero di strumenti, con alcuni vantaggi che andremo ad analizzare tra poco.

Perchè scegliere gli ETF per i propri investimenti

Ma perché investire in ETF? Questi strumenti si sono guadagnati la loro reputazione grazie al fatto che i fondi a gestione attiva siano noti per le difficoltà a battere l’indice di riferimento, ovvero a registrare performance maggiori rispetto alle gestioni passive(tra cui gli ETF).

Gli Exchange Traded Fund sono parecchi, possono essere venduti in Borsa come qualsiasi altro strumento di Borsa e hanno una buona flessibilità.

Oltre a questa flessibilità e alla maggior capacità di performare in modo positivo, permettono la possibilità di diversificare il proprio portafoglio e di investire sul ,lungo periodo.

Inoltre, si sa sempre in cosa verrà investito il proprio denaro. Come abbiamo visto sopra, infatti, i gestori sono vincolati alla composizione dell’indice che l’ETF dichiara di replicare.

Come investire: ETF a gestione passiva VS Fondi a gestione attiva

Gli ETF sono considerati molto più vantaggiosi dei fondi a gestione attiva che di solito vengono proposti dalle banche.

I fondi a gestione attiva, infatti, nascono con l’obiettivo di battere il benchmark di riferimento (di solito un indice di borsa) attraverso operazioni particolari compiute da un gestore.

I fondi a gestione attiva hanno, in sintesi, i seguenti problemi:

  • Costi di gestione molto più alti degli ETF: questo accade perché bisogna remunerare la società di gestione che investe i soldi per noi “attivamente”, senza limitarsi a “copiare” il benchmark, e bisogna pagare la struttura di vendita (promotori finanziari e banche) che promuove i fondi attivi;
  • Minore trasparenza: mentre l’ETF ci fa capire chiaramente dove saranno investiti i nostri soldi, il gestore prende decisioni discrezionali sulle quali non abbiamo controllo;
  • Minore liquidità: molti fondi non sono quotati in borsa e dunque non sono scambiabili rapidamente, gli ETF invece si possono comprare e vendere in relativamente poco tempo ed è quindi possibile disinvestire velocemente;
  • Performance peggiori: il 90% dei fondi a gestione attiva non batte il benchmark per tutta una serie di ragioni che non sto qui a dirti, se vuoi approfondire però puoi farlo leggendo questa guida.

Ulteriori vantaggi degli ETF

Vediamo insieme quali sono i vantaggi di investire in ETF rispetto ad altre forme più dirette di investimento:

  • c’è la possibilità di intervenire su un indice per intero, seguendone l’andamento, cosa che sarebbe impossibile fare con le proprie sostanze e senza avere un accesso diretto agli ordini di borsa;
  • c’è la possibilità di investire su mercati che non sarebbero accessibili, soprattutto per chi non ha enormi capitali, perché in altre giurisdizioni; non è difficile trovare ETF che abbiano come indice di base il mercato cinese o quello indiano, nei quali se si hanno pochi capitali a disposizione e non si ha la possibilità di aprire società da quelle parti è particolarmente difficile entrare;
  • si può avere una differenziazione molto interessante, soprattutto per gli ETF basati su indici borsistici, senza alcun tipo di problema tecnico e senza alcuna complicazione; basterà acquistare le quote che ci interessano e il sistema ETF in sé si adeguerà a rappresentare l’indice, secondo i rapporti di capitale delle società quotate.

ETF ad accumulazione ed ETF a distribuzione

Gli ETF sono classificabili in due categorie a seconda della politica di distribuzione di cedole o dividendi:

ETF ad accumulazione: i proventi derivanti dai titoli sottostanti acquistati (azioni o obbligazioni) non vengono distribuiti al titolare del fondo ma sono reinvestiti in automatico. In questo modo si sfrutta l’interesse composto che consente una maggiore crescita del capitale e la tassazione viene differita al momento in cui disinvestiamo. Per farla semplice, comprando un ETF ad accumulazione puoi anche non far nulla per 10 anni, non riceverai cedole o dividendi e non pagherai l’imposta sui rendimenti durante il decennio in cui sei investito;

ETF a distribuzione: a differenza dei primi, periodicamente (mensilmente, trimestralmente, semestralmente o annualmente) distribuiscono cedole o dividendi. Comprando un ETF a distribuzione, dunque, ti puoi garantire una rendita dal tuo investimento che viene sottoposta all’imposta sulle rendite finanziarie nel momento in cui ti viene erogata.

Non esiste una categoria migliore delle altre, di solito si sceglie un ETF ad accumulazione se si punta alla crescita del capitale mentre gli ETF a distribuzione servono per percepire delle rendite e sono indicati per capitali di dimensioni più consistenti.

ETF strutturati

Gli ETF strutturati sono dei particolari strumenti che sono organizzati tipicamente a leva, ovvero con copertura solo a margine e che permettono di avere una moltiplicazione dell’andamento dell’indice. Ne esistono diversi tipi, e possono essere utilizzati per:

Si possono avere investimenti in strategia passiva a leva, il che vuol dire avere sul mercato uno strumento più aggressivo;

Si possono fare investimenti che possono essere meno costosi, nel senso che si può ottenere il beneficio di un grande investimento ricorrendo poi alla leva e dunque ottenere una moltiplicazione dell’indice, esponendosi per somme molto inferiori rispetto a quelle degli ETF standard e degli strumenti senza leva;

si possono abbattere i rischi emittente, nel caso in cui si opti per gli ETF strutturati che vengono negoziati sui mercati strutturati e regolamentati, come ad esempio ETFplus;

Gli ETF strutturati, sebbene possano essere sicuramente invitanti per chi è a alla ricerca di un guadagno più rapido e più spinto, devono essere però considerati come strumenti ad altro rischio, da maneggiare assolutamente con cura e che necessitano di una buona conoscenza delle variabili finanziarie e macro-economiche.

La possibilità degli ETF a gestione attiva

Gli ETF sono nati come strumenti per il risparmio e l’investimento collettivo gestito a gestione passiva, anche se negli ultimi anni si sono arricchiti di ulteriori modalità, che hanno portato alla nascita di strumenti che, seppure indicati come ETF, con quelli delle origini hanno davvero poco a che fare.

Non si tratta però di fondi che sono gestiti in modo completamente attivo, ma che semplicemente hanno come indici di riferimento delle variabili aggiuntive, che possono riguardare la capitalizzazione in borsa delle società, lo stato economico e altri tipi di variabili che possono correggere il valore delle aziende quotate.

Le versioni attive non hanno comunque un’autentica gestione attiva come nel caso dei comuni fondi di investimento e dunque possono essere considerati come degli ETF a gestione passiva che basano però il loro valore su un indice di valori diverso dalla mera cifra borsistica.

Sono comunque degli strumenti che seguono degli indici, per quanto particolari questi possano essere.

Svantaggi degli ETF

Gli ETF si sono affermati anche in quanto rispetto ai fondi gestiti classici e attivi, hanno costi di gestione molto più bassi.

Tra le altre cose il settore è stato coinvolto negli ultimi anni in una guerra tra gli emittenti che ha ulteriormente abbassato le commissioni percepite dai gestori di questa particolare categoria di fondi.

I costi, dunque, sono generalmente bassi ma devi fare attenzione perché in settori a bassa redditività – esempio, obbligazioni – anche uno 0,1% annuo potrebbe fare la differenza.

Il problema, a mio parere, non è nel prodotto in sé ma nell’uso che una persona desidera fare: gli ETF sono la forma migliore per effettuare investimenti diversificati a basso costo ed anche con capitale ridotto ma, per forza di cose, bisogna capire cosa si sta comprando.

Senza un’adeguata asset allocation, infatti, il rischio di costruire un portafoglio troppo aggressivo potrebbe portare a perdite nel breve o medio periodo non attese.

04 aprile 2017

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28 marzo 2017

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iPhone 6s, prezzo da Euronics con pagamento a rate e sconti online - Aggiornamento prezzi con la promozione Euronics Facciamo a Metà fino all'8 marzo compreso: comprando due prodotti, di cui almeno uno da 499€, il meno caro ha uno sconto del 50% - Queste offerte sono disponibili anche per comprare l'iPhone a rate: in pratica Euronics dà un finanziamento a tasso zero. Dato l'alto numero di modelli degli smartphone Apple in commercio, abbiamo pubblicato diverse pagine con le varie offerte disponibili sempre aggiornate: in questa altra pagina trovate le offerte Euronics per iPhone SE, 5s e 5c ricondizionati, che potete poi confrontare con le offerte per iPhone 6s e SE di Unieuro e le offerte per iPhone 7 e 7 Plus di Unieuro.

17 novembre 2014

Mutui, Affitti, Ristrutturazioni: le Novità 2014 dal Governo Renzi

Il mercato immobiliare avrà dei benefici dalle recenti novità normative introdotte dal governo Renzi con il Decreto Sblocca Italia e il Decreto Casa, la Legge di Stabilità e il Fondo di Garanzia Mutui Casa? Il settore edilizio e le compravendite di immobili usciranno dalla situazione stagnante degli ultimi anni? Sono domande che in molti ora si pongono, sia gli operatori che i consumatori stanno analizzando nel dettaglio le novità relative alle ristrutturazioni edilizie e alle detrazioni fiscali collegate, agli affitti e ai mutui che l'esecutivo ha implementato nel corso degli ultimi mesi sperando così di sbloccare la crisi edilizia che ha fatto tornare il mercato indietro di 30 anni, annullando completamente i grandi progressi del decennio 1997-2007.
novità casa governo renzi

09 ottobre 2014

Pagamento TASI, calcolo, detrazioni ed esenzioni: guida semplificata

Calcolare e pagare la TASI 2014 non è cosa facile: il 16 ottobre in molti Comuni si dovrà pagare la prima rata di acconto, poi il 16 dicembre la seconda rata a saldo, ma tra rendite catastali, detrazioni, esenzioni, prima o seconda casa, proprietari e inquilini, le combinazioni possibili sono circa 100mila! Ecco la spiegazione di alcuni punti riguardanti questa imposta sugli immobili che sta generando molto caos.
La prima rata di acconto TASI è stata pagata il 16 giugno in poche città italiane, quelle dove le amministrazioni comunali deliberarono sulle aliquote nel mese di maggio: la stragrande maggioranza invece lo ha fatto dopo e quindi, dove la delibera è giunta entro il 10 settembre, la prima rata di acconto TASI è da pagare entro il 16 ottobre 2014 mentre la seconda a saldo entro il 16 dicembre, che è anche la scadenza per la rata unica in quei Comuni dove non è giunta per tempo la delibera neanche a settembre. Dal sito del Ministero delle Finanze trovate l'elenco completo.

30 settembre 2014

Aumentano le Bollette Luce e Gas dal 1 Ottobre per via della Crisi in Ucraina

Dal 1 ottobre aumentano le bollette luce e gas a causa dei problemi derivanti dalla crisi tra Ucraina e Russia che sta facendo salire il prezzo del metano: per ora questi aumenti riguarderanno solo gli utenti che hanno ancora un contratto tutelato, ovvero coloro che non sono passati al libero mercato dell'energia per restare col Servizio di Maggior Tutela, dove i prezzi sono decisi dall'Autorità per l'Energia.
Certo anche chi ha un contratto da mercato libero con Enel, Eni, Edison, Sorgenia e compagnia bella prima o poi vedrà aumentare i costi in bolletta (spesso tali contratti di fornitura di energia ad uso domestico prevedono un periodo iniziale con costi bloccati, ma poi comunque...).

21 settembre 2014

Costi Assicurazioni Auto e Moto: Ribassi Non Omogenei, Salasso al Sud e per Neopatentati

Il prezzo delle polizze auto e moto è un costo troppo elevato per le famiglie: infatti è leggermente diminuito perchè la crisi porta ad usare meno i mezzi di trasporto privati! Ma i ribassi delle assicurazioni non sono omogenei, anzi al Sud Italia si registrano dei rincari; inoltre una polizza auto per un neopatentato ha un prezzo mediamente... ridicolo e inaccessibile.


Polizze auto neopatentati, costi elevatissimi

Un neopatentato che deve assicurare l'auto spende fino al 338% in più rispetto ad un guidatore esperto: infatti in Italia il costo medio di una polizza rc stipulata da chi ha appena preso la patente supera i 2000 euro, contro i 604 euro di chi ha più esperienza di guida. Ma se i 2000 euro sono una media, ci sono punte fino anche a 6000 euro in città come Napoli, Caserta e Bari; la città dove un neopatentato spende meno per assicurare la macchina è Aosta, con poco più di 1100 euro di media. I guidatori più esperti pagano fino a 1800 euro a Napoli, a Cuneo la media è 275 euro.
Rispetto al 2013 si segnala però un ribasso visto che la media di costi per un neopatentato era oltre i 2800 euro, oltre i 660 euro per un guidatore esperto.

05 settembre 2014

Le Mosse della BCE di Mario Draghi: Quali Sono e gli Effetti Previsti, I Giudizi Internazionali

La BCE ha tagliato il costo del denaro dallo 0,25% allo 0,05%, nuovo minimo storico, e ha annunciato nuove azioni di politica monetaria per ridare impulso all'economia europea e contrastare il pericolo deflazione (Quantitative Easing, acquisto Titoli di Stato e crediti immobiliari cartolarizzati). Nella prima parte dell'articolo cosa cambia per famiglie e consumatori, per lo Stato e per l'economia in generale, nella seconda più in basso alcuni dettagli e considerazioni con particolare riferimento alla Germania.


Mutui, prestiti e investimenti: col taglio del costo del denaro ci saranno effetti positivi diretti sui mutui a tasso variabile ma di lievissima entità, mentre sui mutui a tasso fisso e sui prestiti personali poco o niente; certamente ci saranno riduzioni per i rendimenti di molti investimenti e per i conti deposito- Per ogni dettaglio e numeri più specifici >>> La BCE Taglia il Costo del Denaro: effetti sulla rata del mutuo e sugli interessi dei principali investimenti.

20 luglio 2014

Invalidi, Disabili: Novità Burocratiche dal Decreto 90 2014

Chi ha una qualche disabilità spesso deve spendere molto tempo e anche denaro a causa della burocrazia: ma il Decreto 90-2014 introduce importanti novità che renderanno la quotidianità più semplice.

Ricette mediche, visite di revidibilità, permessi al lavoro, ma anche partecipazione a concorsi pubblici e uso dei parcheggi: gli invalidi sanno bene quante difficoltà e disagi ci sono da affrontare causa della burocrazia quando si tratta di pensioni di invalidità, sussidi, esami... Ecco 7 importanti cambiamenti che il Decreto 90 del 24 giugno 2014 "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari" introduce per i disabili.

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