22 ottobre 2012

Debito pubblico italiano in crescita - la situazione europea secondo Eurostat

Rilasciati questa mattina i dati aggiornati sulla situazione del debito pubblico dei vari paesi dell’ Unione Europea: per l’ Italia non ci sono buone notizie, visto che Eurostat, l’ agenzia europea di statistica, ha rivisto verso l’ alto la percentuale debito/Pil per il 2011, portandolo al 120,7%, con un deficit (ovvero di quanto in un anno si è “andati sotto”, in percentuale) al 3,9% [per chi non fosse pratico di macroeconomia segnaliamo che il deficit è appunto relativo ad un singolo anno, mentre il debito è la situazione diciamo totale, la somma].
In generale comunque i conti dei paesi europei sono peggiorati, anche se ovviamente ci sono Stati che hanno fatto registrare performance molto buone o almeno sufficientemente in linea coi parametri di Maastricht, mentre altri, come appunto l’ Italia, versano in una situazione debitoria pesante (da notare che se non si riesce a ridurre il debito, non si riduce neanche il deficit su cui pesano gli interessi passivi).

Come detto l’ Italia ha avuto un peggioramento della situazione, secondo i calcoli dell’ Eurostat: dal 120,1% di una prima stima si è invece al 120,7% per il 2011: la crescita del debito dipende dall’ aggiornamento delle norme contabili commerciali; inoltre la spesa pubblica è stata rivista in crescita dal 49,1% al 49,9% (nel 2010 era al 50,4%).
Abbiamo quindi un debito pubblico italiano che in termini percentuali del PIL è il secondo della Zona Euro, dietro solo a quello della Grecia (170,6%): il fatto è che però, avendo per fortuna un PIL molto più elevato della Grecia (e di altri paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda) in termini assoluti l’ Italia è al primo posto con 1970 miliardi di debito pubblico; sopra al 100% di PIL come debito abbiamo Portogallo (108,1%) seguito dall' Irlanda (106,4%), , mentre sotto tale soglia ci sono Belgio (97,8%), Francia (86%), Germania (80,5%), Spagna (69,3%).

La situazione spagnola è comunque pessima per via di una economia ferma, tanto che nel 2011 il rapporto deficit/PIL è stato del 9,4%, come la Grecia e praticamente il doppio dell’ Italia; il deficit più basso è stato fatto segnare da Lussemburgo (0,3%), Finlandia (0,6%) e Germania (0,8%), mentre l’ Estonia è addirittura in positivo (ha prodotto più di quanto speso cioè) dell’ 1,1%, come anche Ungheria (4,3%) e Svezia (0,4%), che sono però non nella Zona Euro; Estonia e Lussemburgo si meritano anche il “premio” per il debito pubblico più basso nel 2011, rispettivamente al 6,1% e 18,3%, mentre fuori dalla Zona Euro il rapporto più basso debito/pil è quello di Bulgaria (16,3%), Romania (33,4%), Svezia (38,4%) e Lituania (38,5%).

Nel suo globale, l’ Eurozona (17 paesi) ha fatto segnare un rapporto deficit/PIL per il 2011 al 4,1%, mentre nel 2010 era al 6,2%, mentre il rapporto debito/PIL è stato dell'87,3% (rivisto leggermente al rialzo il dato di aprile, all'87,2%) contro l'85,4% del 2010 (per quel che riguarda l’ UE nel suo complesso, compresa quindi dei paesi non-euro, i dati sono del tutto simili).

1 commento:

luigi ha detto...

con la federo secessione regionale. provinciale e statale le poltrone con annessi e connessi costano per cui il debito pubblico nonostante l'aumento delle imposte e delle tasse seguita a crescere . Con il fallimento sarà il caos : Destra, sinistra e centro con lega annessa
andrebbero mandati in africa.

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