09 ottobre 2012

Erasmus senza fondi: crisi per il progetto europeo di scambio culturale tra studenti universitari

Proprio nell’ anno del 25esimo anniversario, delle “nozze d’argento” con gli atenei europei, il progetto Erasmus è forse vicino alla fine o, per lo meno, ad un ridimensionamento: come è stato infatti appena diffuso, il progetto di scambio culturale che permette agli studenti universitari del Vecchio Continente di poter frequentare per periodi di tempo variabili università in altri paesi europei rispetto a quelli di origine, ricevendo ovviamente un aiuto finanziario dalle istituzioni preposte, rischia di  non ricevere tutti i fondi per questo anno accademico 2012/13 (in particolare per il secondo semestre), mettendo così a serio rischio le prossime partenze e il rimborso degli assegni già erogati.
Queste le scarne ma chiare parole del presidente della Commissione Bilancio del Parlamento europeo Alain Lamassoure:
“Il programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana”.
Così conferma il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani:
"È vero si stanno esaurendo le risorse finanziarie".
In realtà proprio stamattina è giunta la notizia che l’ UE è riuscita a stanziare l’ 80% dei fondi per il 2013: manca ancor un 20% che di sicuro comporterà un ridimensionamento del progetto Erasmus e, comunque, per il futuro la situazione appare difficile.
Come è accaduto tutto ciò? Ovviamente bisogna inquadrare la situazione nell’ ambito della crisi economico-finanziaria che attanaglia l’ Europa e che impone un rigore di bilancio come mai nella storia dell’ Unione e che, purtroppo, vede il settore “istruzione & ricerca” tra quelli che più hanno subito i tagli della spending review: la Commissione Bilanci di Strasburgo ha votato contro i tagli che il Consiglio dell’ UE chiedeva per il budget comunitario, così che poi sono stati messi in pericolo i fondi di coesione, il Fondo Sociale Europeo, il fondo per l’ Erasmus, quelli per il programma di educazione e di apprendimento permanente, o ancora i programmi di ricerca e sviluppo; in altre parole, vi è una mancanza di accordo preciso sui bilanci, quindi l’ UE e le sue diramazioni vanno avanti con “bilanci di previsione”, cioè mensili, cosa che crea grandi difficoltà per i finanziamenti di vari progetti e necessità non vitali.
Tuttavia per avere certezze sull’ Erasmus ci sarà da aspettare le ultime settimane dell’ anno, quando l’ Unione Europea approverà il bilancio definitivo.
Queste le parole del Ministro dell’ Istruzione italiano Francesco Profumo:
“Erasmus ha 25 anni, ed è uno dei più grandi progetti dell'Europa: è da Erasmus che è nata la nuova Europa. Io credo che nonostante la difficoltà in questo momento ci debba essere una grandissima attenzione. In realtà dal 2014 al 2020 all'interno della programmazione c'è un incremento di tutto quanto è collegato alla mobilità. I questa fase transitoria troveremo una soluzione”.

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