24 luglio 2012

L' euro mostra tutta la sua debolezza: nessuno crede più nella moneta unica. Siamo prossimi alla fine del progetto europeo?

I 17 membri dell’ Eurozona vivono costantemente sotto la minaccia della speculazione sull’ euro (da chi è manovrata? Dai grandi fondi di investimento internazionali? Dalle banche americane quali Goldman Sachs loro socie? Può essere… certo non dalle agenzie di rating come Moody’s e Standard & Poors: fanno quello di cui i loro clienti più forti necessitano): ora il nuovo colpo è venuto da Moody’s che ha tagliato l’ outlook (le previsioni sul futuro economico-finanziario) della Germania, del Lussemburgo e dell’ Olanda, unici paesi con rating AAA (il massimo) assieme alla Finlandia, unico paese rimasto con outlook positivo ma comunque non certo ‘immerso’ nell’ economia continentale come il gigante tedesco, orami unico baluardo del Vecchio Continente.

Il dramma dell’ euro, della Spagna, della Grecia, fanno sì che gli investitori siamo più che cauti nelle loro azioni e molto propensi a credere che la moneta unica abbia i giorni (settimane…mesi…) contati!
Gli investitori sanno che:
  • i politici stanno miseramente fallendo
  • la Spagna verrà probabilmente salvata con iniezioni di miliardi di euro freschi freschi, quindi poi la speculazione rapace si rifarà sotto con l’ Italia (occhio alle prossime elezioni…sigh)
  • tanto con la Grecia non c’è più nulla da fare

I mercati vogliono azione, risultati e concretezza! Negli anni passati si è propagandato l’ euro come una valuta forte, adatta ai finanziamenti e investimenti internazionali, in grado di competere con il dollaro (addirittura l’ Iran -creduloni!- anni fa annunciò di voler farsi pagare il petrolio in euro e non più in dollari): balle, ora i mercati lo sanno (prima lo sapevano solo i grandissimi investitori, le super-banche ecc…), non c’è alcuna sicurezza sull’ euro tranne quella che non c’è alcuna sicurezza.

Che l’ euro NON SIA ASSOLUTAMENTE UNA MONETA SICURA lo dimostra il fatto che nessuno, dico nessuno, lo vede come un bene rifugio in questa situazione economica mondiale: con la Cina in difficoltà a mantenere i suoi ritmi di crescita (per noi comunque inavvicinabili), con l’ economia Usa in affanno e che stenta a ripartire, col Giappone conciato male (nei prossimi anni è possibile un vero crack, visto che il paese del Sol Levante ha un debito di ben oltre il 200% del Pil: fate conto che la Grecia è circa al 140%), i rischi della zona euro sono così palesi ed evidenti che tutto il castello di carta su cui si è costruita la moneta europea sta crollando miseramente.

Piuttosto che comprare euro, gli investitori comprano franchi, dollari, persino i Bund tedeschi! I titoli di Stato tedeschi sono visti come un bene rifugio talmente sicuro che sono stati venduti, in una recente asta, con tassi di interesse negativi! E la domanda ha superato del 100% l’ offerta! Vi rendete conto? Pur di salvare i propri soldi, i grandi fondi e le banche accettano di comprare titoli che non danno nessuna resa ma anzi perderanno qualcosina (circa lo 0,15% più l’ inflazione).

Che forse tutta l’ Eurozona andrà in recessione? Anche la Germania? I dati diffusi oggi indicano che le imprese dell’ area euro hanno ridotto la produzione per il sesto mese consecutivo, rendendo ancora più difficile per i responsabili politici  ottenere una presa salda sulla situazione complessiva regionale.
Ormai la retorica negativa contro l’ euro è quasi monotona all’ interno della stessa Eurozona: non solo la Grecia minaccia-viene minacciata-auspica-spera-teme (non si capisce più nulla) di uscire dalla moneta unica, ora anche la Spagna, paese fondatore, ha affermato ciò, mentre sappiamo che in Italia uno dei prossimi candidati alle elezioni ritiene l’ abbandono dell’ euro una possibilità (Berlusconi)… Patriottismo? Nazionalismo? Autarchia? Paura? C’è chi crede che andando da soli si possa uscire da questa situazione perché si riprenderebbe il controllo delle proprie politiche monetarie e finanziarie, ma non si rendono conto che nel breve-medio termine sarebbe una cosa così devastante che forse poi non ci sarebbe un lungo termine! Ma cosa è successo al “tutti per uno e uno per tutti” di europeista memoria? Purtroppo la paura e i nazionalismi sono pessimi consiglieri che mettono l’ unità regionale a rischio, grave rischio.

In tutto questo la speculazione ne guadagna: ora con l’ euro intorno ai minimi da due anni sul dollaro (a quota 1,20) si ha una grossa spinta alle posizioni speculative di vendita (si vendono euro per comprare dollari), causando così ulteriore debolezza e trend al ribasso.

Tempi grigi si prospettano: o l’ Europa si salverà con grandi sacrifici da parte nostra (chi vuole che il capitalismo, il sistema della proprietà privata, l’ economia monetaria, rimangano i cardini della propria esistenza, lo deve accettare), oppure imploderà sotto il peso delle sue stesse incoerenze e delle sue bugie, oltre che della speculazione che l’ euro stesso ha voluto/dovuto nel tempo alimentare per nascere, crescere e sperare di durare (a quanto pare, sbagliando).

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