Il Ministro del Lavoro, sig.ra Elsa Fornero, ha comunicato a SkyTg24 che il numero degli esodati, quei lavoratori colpiti dalla riforma delle pensioni e del lavoro che si trovano in una
sorta di limbo sociale, salirà di altre 10mila unità, facendo così passare il
totale a 130mila (di cui 55mila salvaguardati
dal Governo).
Facciamo un po’ di chiarezza su questi numeri, su esodati e salvaguardati: nel conteggio totale dei lavoratori coinvolti e che
potranno andare in pensione con le
regole vigenti in precedenza, si devono appunto conteggiare anche i
salvaguardati grazie alla finestra mobile, costituita nel 2012 da Maurizio
Sacconi, il Ministro del Lavoro del Governo Berlusconi (che ha posticipato di
un anno, dal giorno della maturazione del diritto, il pensionamento).
Appunto in quella occasione il Governo Berlusconi aveva legiferato che, entro appunto un limite di
10mila lavoratori, per chi si trovasse in mobilità (anche di lungo periodo)
tramite gli accordi stipulati entro il 20 aprile 2010, oppure per quei
lavoratori che per il 31 maggio 2010 fossero titolari di prestazione
straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, ci fosse l’
opportunità di arrivare al pensionamento con le precedenti norme (prima della
riforma Sacconi cioè), a causa del disallineamento della scadenza dell’
ammortizzatore rispetto ai nuovi requisiti per l’ accesso al pensionamento.
A questi soggetti il Governo
Monti conferma tale salvataggio, anche in relazione alla riforma Fornero di dicembre 2011.
Prossimamente quindi tali persone verranno contattate
dall’ INPS in merito alla loro
posizione, visto che come dice la stessa sig.ra Elsa Fornero “molti magari non sanno di essere stati salvaguardati”:
come detto si tratta di 10mila lavoratori, ma ce ne sono altri 120mila che
appunto attendono di sapere se potranno andare in pensione nel 2013 o nel 2014.


Un problema, quello degli esodati, che ancora non è stato risolto, nonostante del DDL
Stabilità sia previsto un fondo apposito da 100 milioni di euro; come dice il Ministro Fornero, la riforma del lavoro non si può rimettere
in discussione e neanche è possibile pensare ad una controriforma
previdenziale; in merito alla proposta bipartisan sugli esodati, bocciata comunque dalla Ragioneria di Stato in quanto
costerebbe oltre 30 miliardi di euro, Elsa
Fornero afferma
“Non sta a me promuoverla o bocciarla ma sarebbe tornare sulla strada dell'instabilità finanziaria. Dopo di che il Parlamento è sovrano e potrà prendere le sue decisioni».
1 commento:
Mi piacerebbe sentire qualche proposta concreta sul tema esodati durante la campagna elettorale, anche per dare alle persone interessate l'opportunità di votare per quelle parti politiche che sono disposte ad affrontare il problema
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