05 novembre 2012

Equitalia: stop riscossione tributi locali dal 1 gennaio 2013

Dal 1 gennaio 2013 Equitalia cesserà la riscossione dei tributi locali per conto dei Comuni italiani, che quindi dovranno agire diversamente, da soli o affidando il servizio ad altre società: ad esempio a fare da solo è il Comune di Reggio Emilia che arriva a incassare il 95% di ciò che gli spetta; ma in realtà si potrebbe anche creare un grande caos per le già disastrate casse dei municipi italiani, sotto di 11 miliardi in 6000 Comuni (per colpa proprio di Equitalia, come lamentano alcune amministrazioni locali).

Due giorni fa l’ ANCI, l’ associazione dei Comuni italiani, ha infatti protestato con Equitalia perché la riscossione coattiva dei tributi locali arriva solo a circa il 15% - 30%: invece proprio in queste ore la stessa Equitalia ha affermato che, secondo i suoi dati, la riscossione volontaria dei tributi supera il 90%, mentre la riscossione coattiva si assesta sul 50% dei crediti a lei affidati.
In realtà la battaglia di numeri che ora è portata avanti dai Comuni è importante soprattutto sia per quel che riguarda chi prenderà il posto di Equitalia a partire dal 1 gennaio per gli oltre 8000 “clienti comunali” del territorio italiano, sia a riguardo della capacità degli stessi Comuni di organizzarsi, di fare da soli se il caso o di trovare nuovi riscossori, per non correre il rischio di buchi di bilancio spaventosi.

Equitalia è nata nel 2006, quando esistevano circa 40 società di riscossione di tributi per un costo di 500 milioni di euro più l’ aggio (una percentuale non sul riscosso ma solo sull’ accertato): Equitalia costa meno ed ha un aggio del 9% sul riscosso, ma col tempo è divenuta invisa a molti, tanto che una legge stabilì nel 1 gennaio 2012 la fine del suo mandato; tuttavia furono gli stessi Comuni a chiedere e ottenere dai Governi Berlusconi e Monti varie proroghe, fino al 30 giugno 2013.

Ma venerdì scorso un emendamento della Lega Nord ha confermato l’ anticipo della scadenza al 1 gennaio 2013: dunque i Comuni italiani hanno ancora davvero poco tempo per trovare soluzioni alternative per l’ incasso dei tributi locali.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

A quale ente toccherà ora l'onere di riscuotere ciò che già è stato pagato, inviare cartelle pazze con costi e oneri savi, intimorire con minacce di azioni giudiziarie e esguire espropri, in nome di un presunto credito?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...
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