Due giorni fa l’ ANCI,
l’ associazione dei Comuni italiani, ha infatti protestato con Equitalia perché la riscossione
coattiva dei tributi locali arriva solo a circa il 15% - 30%: invece proprio in
queste ore la stessa Equitalia ha
affermato che, secondo i suoi dati, la riscossione volontaria dei tributi supera il 90%,
mentre la riscossione coattiva si assesta sul 50% dei crediti a lei affidati.
In realtà la battaglia di numeri che ora è portata avanti
dai Comuni è importante soprattutto sia per quel che riguarda chi prenderà il
posto di Equitalia a partire dal 1
gennaio per gli oltre 8000 “clienti comunali” del territorio italiano, sia a
riguardo della capacità degli stessi Comuni di organizzarsi, di fare da soli se
il caso o di trovare nuovi riscossori, per non correre il rischio di buchi di
bilancio spaventosi.
Equitalia è nata nel 2006, quando esistevano
circa 40 società di riscossione di tributi per un costo di 500 milioni di euro
più l’ aggio (una percentuale non sul riscosso ma solo sull’ accertato): Equitalia costa meno ed ha un aggio del
9% sul riscosso, ma col tempo è divenuta invisa a molti, tanto che una legge
stabilì nel 1 gennaio 2012 la fine del suo mandato; tuttavia furono gli stessi
Comuni a chiedere e ottenere dai Governi Berlusconi e Monti varie proroghe, fino
al 30 giugno 2013.
Ma venerdì scorso un emendamento della Lega Nord ha
confermato l’ anticipo della scadenza al 1 gennaio 2013: dunque i Comuni italiani hanno
ancora davvero poco tempo per trovare soluzioni alternative per l’ incasso dei
tributi locali.

3 commenti:
A quale ente toccherà ora l'onere di riscuotere ciò che già è stato pagato, inviare cartelle pazze con costi e oneri savi, intimorire con minacce di azioni giudiziarie e esguire espropri, in nome di un presunto credito?
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