28 giugno 2012

Pignorare case per demolirle: così le banche americane tutelano il loro patrimonio immobiliare


Questo post evidentemente è stato voluto dal destino: qualche sera fa ho ri-visto il film Capitalism: a love story di Michael Moore (in cui si parla tra l’altro della crisi dell’ economia americana a partire dai mutui sub-prime), poi dopo alcuni giorni ho trovato questo articolo, abbastanza lungo ma molto interessante, sul fatto che che negli Usa le banche che pignorano la casa a chi la perde a causa dei debiti, siano spesso costrette ad abbatterla per via delle pessime condizioni dovute all’ abbandono e alla povertà:


Se devo dire la verità, trovo l’ articolo sì ricco di spunti di riflessione e di informazione interessante, ma lo ritengo a tratti un pò sognatore (nei passaggi in cui si domanda se le case, invece che demolite, non potrebbero essere date a chi ne ha bisogno perché povero: suvvia, se il sistema consente alle banche di pignorarle e demolirle, è utopia ritenere che le potrebbe regalare! allora tanto varrebbe non pignorarle, visto che i proprietari sfrattati si trovano poi senza casa…) e anche un pò semplicistico: nel finale si parla della delocalizzazione delle industrie come la General Motors che, come ci stiamo accorgendo anche noi in Italia, con la scusa delle varie crisi, chiudono gli stabilimenti nelle zone di origine (Usa, Europa occidentale) per trasferirli in realtà in paesi dove la forza lavoro costa meno e leggi fiscali, ambientali, sulla sicurezza, sono meno ‘pressanti’: non è un argomento che secondo me centri molto con quello principale dell’ articolo, anche perché relativo ad anni precedenti (un collegamento ci potrebbe essere, cioè la crisi delle grandi città industriali, ma allora l’ articolo dovrebbe essere impostato diversamente)… Ma fa niente, queste mie sono considerazioni da esperto, da studioso che trova sempre il pelo nell’ uovo: si tratta comunque di un articolo davvero da leggere!
Concludo indicando quello che per me è l’ informazione nonché lo spunto di riflessione principale: il mercato immobiliare (con annesso ovviamente il lato della costruzione edile, del lavoro, dei cantieri, degli appalti, del settore delle costruzioni) è diretto dalle banche, non dalla necessità di case che, secondo molti, dovrebbe essere veicolata dallo Stato: le banche sono le maggiori detentrici del patrimonio immobiliare (in Italia assieme alla Chiesa) e quindi tutelano il loro patrimonio…

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non credo che gli Americani siano così beduini da demolire le case che sequestrano.Andiamoci piano,probabilmente demoliscono le case vecchie,fatiscenti,per ricostruirvi sopra un palazzo o una nuova villetta con le nuove tecniche per il risparmio energetico.O semplicemente per vendere ad imprese o privati l'area sottostante.Non sono così fessi gli Americani da buttare soldi.Succede anche da noi che ci sono persone che hanno fatto il passo piulungo della gamba ed ora sono in difficoltà!

Anonimo ha detto...

Il fatto e` che le case americane, fatte di legno, cartongesso, stucco e moquette, se non vissute e soprattutto riscaldate a dovere, si deteriorano con estrema rapidita`, arrivando rapidamente alpunto da non essere piu economicamente recuperabili...

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