05 luglio 2012

Lavoro nero ed evasione fiscale: condanna morale o comprensione umana?


Si parla sempre di evasione fiscale e lavoro in nero, anche con intenti etico-moralisti, ma dire evasione fiscale e lavoro in nero è dire tutto e niente: le distinzioni da fare sono tante, le classificazioni dei soggetti coinvolti contano quanto contano i livelli assoluti e relativi di tali reati (perché comunque sono reati per l’ ordinamento italiano).

Qualche giorno fa ero in palestra ad allenarmi ed ho sentito, senza intervenire (quando mi alleno, mi alleno!), un discorso tra due ragazzi 30enni (un italiano ed uno straniero) ed un signore pensionato, ex vice brigadiere della Guardia di Finanza: il suddetto pensionato diceva che capisce chi non richiede la fattura (magari dal dentista) per pagare di meno, il 30enne straniero (francese) si lamentava che noi italiani abbiamo questa cultura del nero e dell’ evasione, il 30enne italiano (precario) gli ha fatto notare che con i redditi che abbiamo e coi prezzi che ci sono, se senza fattura si risparmiano 20€, allora magari conviene (risposta del 30enne straniero: vai alla mutua allora…). Beh, sinceramente io non condanno chi non ha i soldi e ‘si adegua’ al lavoro in nero e all’evasione fiscale degli altri (il dentista in questo caso): e non sopporto i soliti discorsi del tipo “ci rimettiamo tutti”, “se poi tutti facessero così…” eccetera, perché per esperienza so che li fa solo chi può permettersi di pagare tutto.
Chi di voi non fosse d’accordo, si legga allora questo articolo ( ho sentito la notizia al tg, poi ho cercato online qualcosa):
I dipendenti «assunti» da altre aziende che poi fallivano e costretti a firmare lettere di dimissioni, perdendo Tfr e scatti
Orbene, chi di voi ha il coraggio di dire che questi lavoratori, che ben sapevano (si presume) cosa succedeva in azienda (cioè che questa evasione fiscale e lavoro in nero facevano guadagnare i titolari e a loro lavoratori perdere diritti, tfr, tutele), dovevano denunciare e far arrestare i titolari, con conseguente perdita di lavoro (col quale magari mantenevano se stessi e la famiglia)? Teoricamente sono colpevoli, praticamente complici dei padroni della ditta… come chi va dal dentista e non chiede la fattura per risparmiare 20€ ma alimentando un ‘malcostume’ che danneggia tutti, questi lavoratori per tenersi un ‘misero’ lavoro sono complici di una maxi frode fiscale, che a loro ha dato ‘solo’ il vantaggio momentaneo di un stipendio ma senza tutele di legge… Che si fa, li condanniamo?
Quando si parla di lavoro nero ed evasione fiscale, molti si ergono a vendicatori ed accusatori di tutti senza distinguo: e questo è per me un malcostume forse peggiore.

Nessun commento:

GymTimer Pro - Timer per Palestra 💪 GymTimer Pro ⏱️ Timer ⏰ Cronom...