Il petrolio si dice che stia finendo ed entro, boh, 50 anni?
sarà un ricordo: ora si punta tantissimo sul gas metano, ma anche esso non è
certo infinito: lo si trova appunto dove c’è petrolio… E invece no! Già da
qualche anno, soprattutto negli Usa ma anche in Sudamerica, in Europa, in Asia,
si è ormai partiti con l’estrazione dello shale gas, il gas di scisti: si tratta di metano che si trova a profondità ben
maggiori di quelle consuete (tra 2000 e 4000 km sottoterra) la cui estrazione è
forse, diciamo… un po’ problematica.
Con la lettura di questi tre articoli vi potete fare un’
idea approfondita della situazione:
Problematica è l’ estrazione del gas di scisti non tanto per la tecnologia da usare e il metodo (si
chiama fracking), alla portata delle
grandi multinazionali del petrolio (che, detto tra noi, si stanno già fregando
le mani: le prospezioni e le verifiche ci dicono che ci potrebbero essere riserve
di shale gas per almeno 100 anni…
ciao ciao idrogeno!!!) quanto per i danni che potrebbe causare: in sostanza si
perfora fino alla profondità necessaria, si buttano poi, per frantumare le
rocce sotterranee che trattengono il gas, milionate di tonnellate di acqua (tanto
ne abbiamo in abbondanza, giusto? No! Ci faremo guerre anche per l’ acqua non
da bere o per lavarsi, ma per estrarre gas? O magari useremo quella dei mari?).
Non sono un tecnico, ma molti esperti dicono che così si destabilizza
il sottosuolo, si possono causare terremoti, rovinare le falde acquifere (che
in realtà stanno in genere meno in profondità), liberare gas nell’ atmosfera… C’è
anche chi ritiene possano esserci dei collegamenti col sisma in Emilia Romagna, visto che in zona sono state delle perforazioni per cercare gas:
Per quel che riguarda l’economia, la finanza, la
geopolitica, ritengo che siano questi i punti fondamentali da sottolineare, che
potete approfondire tramite gli articoli su proposti (le considerazioni si
basano ovviamente sul fatto che il gas
di scisti diventi una nuova e importante fonte energetica, con tutti gli
annessi e connessi: cosa che molti analisti ritengono probabile):
- Nuovi rapporti geopolitici: già ora gli Stati Uniti possono pensare ad una quasi totale indipendenza energetica (nel sottosuolo nordamericano ci sono le più grandi riserve di gas di scisti), quindi non avranno più bisogno degli alleati arabi dei petrol-stati mediorientali, i quali però sono anch’essi ricchi di shale gas che potranno vendere comodamente all’ Europa, meno ricca di tale fonte; di conseguenza la Russia, moderatamente ricca di gas di scisti ed ancora strapiena di petrolio e gas ‘normale’, dovrà trovare altri compratori (il gigante cinese, il quale divora enormi quantità di ogni fonte energetica?)
- Paesi come la stessa Russia, l’ Iran, l’ Algeria, il Venezuela, la Bolivia, la Nigeria, vedranno il loro peso internazionale diminuire (per via del minor primato del loro petrolio), altri ne acquisteranno di più (l’ indipendenza/dipendenza energetica è un fattore primario dei rapporti tra Stati), equilibri importanti si dovranno ridefinire
- Nuove fonti energetiche sul mercato con diversi livelli di prezzi, nuove possibili speculazioni, contratti da miliardi di euro/dollari da ridefinire (ad esempio, i contratti miliardari che l’ Eni ha sottoscritto con Libia e Russia per le forniture di gas metano convenzionale potrebbero divenire un alto costo inutile, se lo shale gas si rivelasse una fonte energetica usabile su larga scala e a buon prezzo): il tutto si rivelerebbe uno shock finanziario (positivo o negativo…) di grande impatto, l’ economia si ridefinirebbe sotto molto punti, la produzione di tanti beni avrebbe nuove possibilità
- Tutto ciò creerà grandissimi mutamenti anche sociali, lavorativi, quotidiani, la vita di intere genti muterà sotto molti aspetti: l’ impiego, i prezzi dei prodotti, il trasporto, l’ inquinamento, magari la fine di guerre in corso, o lo scoppio di nuove, cambi nei regimi politici consolidati, nuovi attori economico-finanziari--> nuove grandi aziende? quelle esistenti rinnovate, rafforzate?, cambiamenti climatici e ambientali, catastrofi, città che mutano aspetto, tessuto sociale…
Concludo precisando che: 1) non si deve sottovalutare assolutamente
la forza che nella storia hanno avuto i cambiamenti a riguardo delle fonti energetiche, di quali sono, come si producono e come sfruttatano: pensate al fuoco, agli schiavi, al vapore, al carbone, al petrolio, al nucleare... 2) non facendo il veggente di professione, non ho
volutamente specificato cosa ritengo potrebbe accadere nello specifico, quali
Stati subiranno cosa, se nel complesso potrà essere un cambiamento positivo o
negativo: ho solo descritto i fattori sui quali ritengo si debba focalizzare l’
attenzione nel caso accadesse un tale mutamento.
Nessun commento:
Posta un commento